Da marzo fino a fine agosto 2024 lo specialista doganale Roman Ambord ha svolto uno stage presso l’Associazione europea di libero scambio (AELS) a Ginevra. Oltre ad eccellenti conoscenze di inglese, erano richieste resistenza psicofisica e abilità diplomatiche. Questo stage gli ha permesso di creare dei contatti con persone in tutto il mondo.

Roman Ambord, 32 anni, ha iniziato la formazione di specialista doganale nel 2019 e inizialmente ha lavorato a Basilea.
Dall’estate del 2021 è stazionato a Ginevra, Rive Droite.
Roman, il 18 marzo 2024 alle ore 9 hai iniziato il tuo stage presso la sede principale dell’AELS a Ginevra. Quali sono state le tue impressioni?
Roman Ambord: Mi ricordo ancora perfettamente di quel momento e di come mi sentivo nervoso, perchè non sapevo esattamente a cosa andavo incontro. Le uniche due cose che sapevo erano che avrei lavorato come perito doganale e che avrei avuto l’opportunità di farmi un’idea del mondo della diplomazia commerciale. Una collega norvegese e un collega islandese mi hanno riservato un’accoglienza molto calorosa, che ha fatto sparire il nervosismo. Naturalmente, il fatto di aver già seguito in precedenza due giorni di introduzione a Berna è stato di grande aiuto.
Hai lavorato presso il segretariato dell’AELS: qual è stato per te il più grande cambiamento e come si svolgeva la tua giornata lavorativa tipo?
Per me la prima grande sfida è stata la lingua. Presso l’AELS vige infatti la regola severa che tutte le attività legate al lavoro debbano essere svolte in inglese, la lingua di lavoro ufficiale dell’AELS. Non esiste una giornata di lavoro tipo. Ognuna era diversa, specialmente se erano previsti negoziati sul posto. Inoltre, il mondo della diplomazia era un universo a me sconosciuto. Pertanto, in particolar modo all’inizio, ho osservato attentamente tutto ciò che mi circondava, per evitare di fare passi falsi.
Allora comincia con il raccontarci le giornate in cui non erano previsti negoziati.
Anche quando non erano previsti negoziati vi erano molti compiti da svolgere. Ogni giorno arrivavano numerose domande da parte di imprese di tutto il mondo che riguardavano questioni doganali generali o gli accordi di libero scambio. Queste domande dovevano essere analizzate ed evase. Inoltre, il segretariato verificava regolarmente le comunicazioni relative ai bolli utilizzati dalle autorità doganali estere e le inoltrava – se in ordine – alle relative direzioni. Parallelamente venivano valutati i cicli di negoziati passati e preparati quelli successivi: a tal proposito bisognava riunire le informazioni rilevanti, preparare i viaggi, stilare rapporti e molto altro ancora.
E come erano invece le giornate in cui erano previsti negoziati?
Naturalmente ogni ciclo di negoziati ha le sue peculiarità, ma lo svolgimento di base è spesso simile. Il primo giorno vi è una cerimonia di apertura e la delegazione viene accolta ufficialmente. Di regola partecipano tutte le persone coinvolte e i portavoce dell’AELS e del Paese partner aprono formalmente i negoziati. In seguito, i negoziati si svolgono in vari gruppi, a dipendenza dell’ambito specifico.
E tu hai potuto partecipare?
Sì, ho potuto partecipare nel quadro dei negoziati con Singapore, l’Ucraina, il Kosovo e la Thailandia: è stato davvero interessante. Grazie alle mie conoscenze doganali ero spesso assegnato ai gruppi «Trade in goods» (commercio delle merci) o «Rules of origin» (regole d’origine). In ognuno di questi gruppi disponeva del proprio portavoce. Quindi per l’AELS si trattava sempre di una persona proveniente dall’Islanda, la Norvegia e la Svizzera, spesso anche il Liechtenstein. Durante i negoziati prendono la parola esclusivamente i portavoce, altrimenti si creerebbe troppa confusione.
Sembra interessante, ma resta un po’ astratto. È noto che la diplomazia è discreta, ma puoi comunque fare un esempio per capire meglio?
Volentieri. Il Paese X vuole esportare un maggior numero di capsule per caffè a un prezzo più economico verso il Paese Y e tra i due Paesi non vi è alcun accordo di libero scambio. Il Paese Y dispone di un importante settore agricolo e dunque è interessato a esportare merci da questo settore verso il Paese X, possibilmente senza ostacoli doganali. Per entrambi, l’altro Paese è interessante ed è nell’interesse delle due parti eliminare gli ostacoli commerciali. Le condizioni vengono negoziate per ottenere un accesso preferenziale al mercato e dunque un vantaggio nei confronti della concorrenza, la quale non ha concluso un accordo di libero scambio.
Quanto tempo è necessario per trovare una soluzione?
Nella maggior parte dei casi molto tempo, visto che vi sono tanti elementi in gioco. Ad esempio, i negoziati conclusi l’anno scorso con l’India sono durati 16 anni. Ogni ciclo di negoziati – di solito ce ne sono diversi – dura da alcuni giorni ad alcune settimane. E naturalmente non terminano alle 17.30. Spesso la sera vi è un evento sociale, dove si cena insieme, si continua a discutere di possibili soluzioni e dove si impara a conoscersi meglio anche al di fuori dei negoziati ufficiali. Questo aspetto sociale si ripercuote perlopiù in modo positivo sull’avanzamento dei negoziati. Inoltre, per me questi incontri con persone di tutto il mondo sono stati molto arricchenti.
Vi sono stati anche aspetti negativi?
A me è piaciuto tutto. Ovviamente per alcuni negoziati si vorrebbe che le cose andassero in modo più spedito. E naturalmente bisogna essere pronti a lavorare in modo flessibile per quanto riguarda la mole e gli orari di lavoro, anche fino a sera tardi. In cambio si ha l’opportunità di gettare uno sguardo molto interessante sul mondo della diplomazia commerciale e, in breve tempo, si impara molto sia dal punto di vista linguistico che specialistico. Inoltre si allacciano contatti in tutto il mondo. Ho veramente goduto di ogni momento di questo stage e lo raccomando vivamente a tutti gli interessati. Resto a disposizione per chi desidera maggiori informazioni in merito.
Roman, grazie per questa interessante intervista!
Associazione europea di libero scambio (AELS)
L’AELS è stata costituita nel 1960 con l’obiettivo di eliminare i dazi sui prodotti industriali scambiati tra i suoi Stati membri. La Svizzera è stata una delle nazioni fondatrici. Un accordo del 2001 per l’emendamento della Convenzione AELS ha instaurato, tra l’altro, nuove regole per i servizi, il movimento di capitali e la protezione della proprietà intellettuale.
Dagli anni ‘90 i membri dell’AELS utilizzano l’Associazione come piattaforma per estendere la loro politica di libero scambio a Paesi non membri dell’UE. Nel 2024 l’AELS disponeva di una rete di 29 accordi di questo genere (senza contare quelli con Thailandia, Kosovo e India, non ancora ratificati dal Parlamento). Attualmente gli Stati membri dell’AELS, oltre alla Svizzera, sono la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein.
Stage presso l’AELS
Il presupposto per uno stage presso l’AELS è disporre di una formazione conclusa nell’ambito del traffico delle merci e di vari anni di esperienza professionale con buone qualifiche presso l’UDSC. Inoltre, sono importanti apertura e interesse per nuovi compiti, resistenza psicofisica, forte spirito di squadra, capacità di lavorare in modo autonomo, buone conoscenze di inglese orali e scritte, conoscenze di francese costituiscono titolo preferenziale, padronanza degli strumenti di elaborazione elettronica dei dati (Microsoft Office), comportamento ineccepibile in ambito internazionale e un aspetto curato. Lo stage dura cinque‒sei mesi. Sono anche possibili impegni a lungo termine (tre anni, prorogabili).
Per maggiori informazioni, incluse possibilità di stage o impegni a lungo termine presso altre organizzazioni (Commissione europea, Organizzazione mondiale delle dogane [OMD], Missione della Svizzera presso l’UE nonché nuove cooperazioni con l’OMD e il Fondo monetario internazionale), scrivere a FHZA@bazg.admin.ch o rivolgersi direttamente al responsabile del programma presso l’UDSC, Ludovic Chesaux ludovic.chesaux@bazg.admin.ch. Una pagina web che illustra le varie possibilità è in preparazione e sarà disponibile a breve.